FABIO CARESSA DIXIT:

IL CORAGGIO NON è MAI STATO NON AVERE PAURA.. LE PERSONE CORAGGIOSE SONO QUELLE CHE AFFRONTANO I LORO TIMORI,LE LORO INCERTEZZE,SONO QUELLE CHE LE RIBALTANO A LORO VANTAGGIO USANDOLE PER DIVENTARE ANCORA PIù FORTI.NEGLI OCCHI DEI NOSTRI OGGI FORSE C'è ANCHE UN PO' DI TIMORE, COME SEMPRE, QUANDO ARRIVI AL MOMENTO DECISIVO. E ALLORA CORAGGIO ARANCIO VERDI!

sabato, marzo 18, 2006

sabato, marzo 11, 2006

lunedì, marzo 06, 2006

Ciao

Il presidente se ne va in gita a Tivoli e sopratutto a ROMA CAPITALE D'ITALIA E DI UN IMPERO. Vi saluta e vi rivedrà Venerdì.

Vittoria nel Derby.....semplicemente SUPERIORI



Vignano.E' di nuovo festa arancioverde! Il nemico numero uno, il gobbo del D'Aversa è di nuovo battuto e nonostate la classifica bugiarda dia il Labirinto in posizione più bassa rispetto agli avversari, la squadra di Zeman (alla sua ultima partita con il Labirinto) ha dimostrato di essere semplicemente più forte dei nemici. Tre a due il risultato finale: nel Labirinto brilla la stella di Pippo Inzaghi che con una doppietta firma il doppio vantaggio e Mirko Vucinic che chiude il match. Anche il solito Fabio Liverani va sugli scudi e conquista un bel 7. Per gli Azzurribianconeri non bastano i gol di Bresciano e Taddei. Gran gioia anche per Zeman che dice: "Meritata vittoria è....contro infame gobbo sempre bello vincere è. Mirko Vucinic bravo ragazzo è e sempre pronto trovare si fa. " e poi da l'addio al Labirinto con parole molto commoventi:"Io puzzo"


La società fa i suoi migliori auguri a Zdenek Zeman per la sua permanenza a Brescia. Il ruolo di allenatore sarà ricoperto dal finora vice Paulo Roberto Falcao che si presenta così "Salvvveee, calscio brasil faremo noi......brasil brasil, nannarannanaanna....."


lunedì, febbraio 27, 2006

Oltre la storia.........








Stadio Olimpico di Roma, ore 22,35, un urlo di sessanta mila legionari scuote la Urbe: Roma è stata restituita alla Roma. Il cuore batte a mille, le braccia si incontranno in abbracci infiniti e i canti della curva, più carica che mai, fanno capire che è stato il trionfo di una città unica ed eterna, grande e gloriosa. Trefoloni di Siena (che m'ha fatto soffrì fino all'ultimo sto brucaiolo) ha appena fischiato la fine del derby di Roma. E il verdetto è unico e solo. Le sue radici vanno cercate nella gloriosa storia dell'Impero Romano. Non vi erano, a quel tempo, ciociari celesti o allevatori di pecore vestiti da puffi. C'era un mondo immenso e tutto Sangue e oro. Dopo quel fischio finale dovrebbero essere riscritti tutti i libri di storia: l'impero romano non è caduto nel 1453 ma è sopravvissuto nel cuore di tutti noi Romanisti ed è tornato fuori dopo 5 anni di dolore,tradimenti,esoneri,fughe e infamie. Tanti sono i generali che hanno portato alla vittoria di questa battaglia ma soprattutto di questo record. 11 vittorie consecutive, 11 nemici abbattuti uno ad uno.
L'ultimo con più goduria che mai, perché ci siamo ripresi ciò che è nostro. Il dominio di Roma. Roma e sangue ed oro. Finalmente tutti i burini sono stati zittati e la bandiera è tornata a sventolare sulla curva Sud.Dicevo, ci sono stati tanti generali che hanno condotto l'AS ROMA alla vittoria, Perrotta,Mancini,Mexes,Chivu,Doni ma i due che vanno,di diritto, in cima alla piramide della gloria sono l'immenso Capitano (più presente che mai, col cuore naturalmente)

e il mister Luciano Spalletti sottovalutato dalle grandi (i grandi ex giocatori tirano di più.....) che ha tolto i virus, ed ha purificato l'ambiente più di Ajax sgrassatore, come un mitico Mastro Lindo. Chi combatte per la Roma, deve amarla. E' questa la nostra arma vincente: il cuore. Teneteveli i vostri palloni d'oro, i FIFA world player, i campioni italiani all'estero, il calcio brasil, i vanigli,i giornalisti che non sanno più cosa scrivere, i processi del lunedì, le chiacchere da bar, gli uccelllini che fanno 191 gol e le squalifiche cambiate e ricambiate perché non sono volute da un allenatore inetto che ha solo il suo cognome: NOI SIAMO LA STORIA.



P.S. La Roma ha vinto 2-0 il derby........gol di Taddei (immenso, un anno delle mie difese......te li sei guadagnati tutti) e di Aquilani.



P.P.S. Non ho citato qualcuno forse? Questo perché forse stasera i pagliacci non hanno fatto il loro show.....e forse l'Inghilterra non è più così lontana.

sabato, febbraio 25, 2006

venerdì, febbraio 24, 2006

CI SIAMO....FIRENZE, ARRIVIAMO!!!!!




Siena. I biglietti per la partita Italia-Germania sono arrivati a casaBerni,pronti per farsi quell'ora di viaggio sul percorso che da Siena porta allo stadio Artemio Franchi di Firenze.
Il costo del biglietto è di 20 € più 2 €(all'inizio non lo sapevamo scusate............NESSUNO VI VUOLE RUBARE NIENTE E' SCRITTO PURE NEL BIGLIETTO SOPRA) per un totale di 22 €.
I biglietti sono nominativi ma è stato necessario dare false date di nascita per il biglietto ridotto quindi non si devono portare i documenti. I guidatori Moscino e Fabino condurranno i subscritti Gufingoli all'evento. Questi sono i convocati:

Andrea Berni
Jacopo Masi
Antonio Fattorini
Federico Antonietti
Giacomo Caliani
Niccolò Fattorini
Federico Coricelli
Edoardo Elia

mercoledì, febbraio 22, 2006

Storici!!!!!!!!!!





Per un tifoso del WERDER BREMEN non ci sarà stata partita più emozionante di questa. Potremmo anche non passare il turno ma stasera abbiamo scritto la storia.

Labirinto torna a vincere ma Adriano è fuori rosa

PIAZZA DEL MERCATO. Il sole allunga la gigantesca ombra del tartarugone di piazza del Mercato. Il Labirinto torna alla vittoria. Lo fa con stile e coraggio, con forza e determinazione, con umiltà e fatica. Pur restando in dieci per l’espulsione di Candela, la squadra di Zeman, vince e convince. Tra i normali 6 emergono benevolmente il gol di Ibrahimovic e il 7,5 più assist di Liverani. Il valore aggiunto lo danno i difensori Tomas Ujfalusi e Chrisitan Chivu. Ma nella splendida partita degli arancio verdi, stona la ridicola manata di Adriano. La società è rimasta delusa dal terzo, vergognoso, colpo di “mano” del brasiliano che è stato messo fuori rosa per due giornate. Parla Zeman : “In mia squadra non gioca chi manate tira, 5 dita fare più male di saliva. Punire giocatori che reagiscono così dobbiamo. Società lo sa.”


Ecco la mascotte del Labirinto: Erri Potter


domenica, febbraio 19, 2006

L'incubo

Ci sono giorni che sembrano essere aspettati da una vita. Ci sono momenti che valgono da soli, come degli anni interi. Ci sono vittorie che vengono celebrate anche senza una coppa. Oggi domenica 19 febbraio 2006 per l’Associazione Sportiva Roma era il giorno della storia. La squadra guidata da mister Luciano Spalletti si apprestava a vincere per la decima volta consecutiva. Non c’erano stati trucchi, e nemmeno miracoli. C’era stato solo l’impegno e la grinta di una squadra rinata. E gli undici che vestivano di sangue e oro, scendevano in campo più convinti per mai. Chissà cosa avrà pensato Francesco quando ha sorpassato l’ultimo metro del tunnel dell’Olimpico. Chissà se aveva più paura di perdere contro l’Empoli o di un cartellino giallo che gli avrebbe fatto saltare il derby. Fatto sta che al 12 minuto della prima parte di gioco, Francesco Totti correva contro il pallone lo aspetta e comincia a partire.


Un brivido scorre per la schiena dei 60 mila presenti alla stadio. Un urlo echeggia nel silenzio. L’incubo diventa realtà. Richard Vanigli,34 anni, commette fallo da dietro al Capitano giallorosso. Per carità, non gliene facciamo una colpa. Il fallo da dietro fa parte del calcio (sopratutto nel difensivo tipo di giuoco italiano) e quello di Richard non è commesso con cattiveria ne tanto meno con malvagità o crudeltà ma purtroppo è consequenziale ad un certo odio rivolto verso Francesco. Sarà stato magari un’entità superiore, preoccupata dal troppo avvicinarsi delle prestazioni di Totti ad un livello divino, saranno stati i tanti accidenti mandati da miliardi di italiani e non,sarà stato semplicemente il ridicolo Fato; fatto sta che lui cade a terra, non buttandosi come fanno i grandi “palloni d’oro” ma subendo ed accusando il dolore. La sua caviglia, in uno strano movimento, si ritorce più volte e fa impallidire i milioni di telespettatori mondiali, che magari, avranno provato anche un po’ di pena per lui.

Il Pupone cade. Si distende e impreca contro la malasorte. La barella accompagna un sottofondo di dolore e un vuoto si apre nel cuore dei tifosi romanisti, forse anche in qualche vero cuore italiano.



Si, perché questo è anche il trionfo di una grande fetta di deficienti che continuano ad avercela con lui per uno sputo (dicono,perché c’è anche molta invidia nei suoi confronti, d’altronde tutti vorrebbero essere al suo posto ma la classe non è acqua). Le ragioni del profondo odio che si è scatenato contro Francesco va cercato anche nell’idea di vederlo come un burino romano, come un ragazzino idiota che tira manate e come capitano infame che gioca in una squadra odiata da tutti solo perché i tifosi (o almeno quei 500 deficienti che adesso comandano in curva) girano con i coltelli. Queste persone non cambieranno mai idea ed anche se Francesco ha dimostrato quest’anno di essere veramente maturato, esse continuano a considerarlo una merda. Ebbene questi geni, esperti di calcio, uomini con alta quantità di neuroni, avranno sicuramente esultato alla notizia che Francesco Totti starà fuori per tre mesi e che farà fatica a rientrare per i mondiali: “Almeno gioca Cassano oppure Vieri oppure Inzaghi o qualcun’altro, tanto meglio di Totti sono tutti” avranno detto convinti. Ma probabilmente non si ricordano che senza T otti quest’Italia non ha fatto tanta strada. Vabbé, ci penserà qualche cascatore a farci fare una gran figura ai mondiali.
Francesco sapeva da tempo quello a cui andava incontro ma non ha mollato mai. Le sue caviglie erano gonfie di un anno intero di falli. Qualcuno aveva lanciato un allarme, invano. Certo, i colpi duri stanno nelle regole ma nessuno ha avuto pietà per un simbolo della Nazionale. C’era da aspettarselo. Nessuno ha mai chiesto di non toccare Totti, e come più volte detto da tutti, nessuno lo farà mai. Ma in tutta Italia l’odio (forse è meglio chiamarla invidia) è solo accresciuta. Ed eccoci qua. Francesco fuori tre mesi, frattura del perone e interessamento della caviglia. La festa è stata rovinata. La Roma è entrata nella storia, ma solo con il dolore. Ma qualcuno insisterà nel sostenere che questa è una delle più grandi vittorie del calcio italiano.

Dio è stato crocefisso. Ma oggi esistono più Ponzi Pilati che san Giovanni.




Questi sono invece i veri tifosi della Roma. Semplicemente uomini.

sabato, febbraio 18, 2006