
Panucci scalda il piede destro. Con lo sguardo cerca qualcuno a cui scodellare il pallone. Fra le tante maglie presenti nell’area piccola del Messina spunta il biondo capo di Daniele De Rossi, romano e naturalmente Romanista si aggira in cerca di un attimo che gli possa regalare la gloria. Eccolo il traversone, Daniele corre e spicca un salto.
Non tocca di testa ma con la mano. E subito, quei tanti falsi moralisti in Italia si saranno alzati in piedi declamando la sua disonestà e avranno pensato,sicuri, che sarebbe stato zitto. Invece, questa Roma rinata, cresciuta tatticamente e moralmente, dà un altra lezione di calcio a tutto il mondo del calcio italiano (e non solo). Daniele non esulta, sembra scosso, strano, combattuto.

Ha la faccia del pentito, di chi si sente un mostro, di chi è impaurito da se stesso. I messinesi giustamente protestano ma il capitano Sullo si accorge del disagio di Daniele. Egli corre verso di lui, gli domanda qualcosa e De Rossi risponde di sì. Sullo sorpreso corre verso l’arbitro che sicuro, ha già dato il gol. Arriva Daniele e tra le facce sbigottite dei falsi moralisti (che urlano disperati all’ammonizione proprio in una giornata dove un giocatore viene espulso al secondo minuto per un fallo da ultimo uomo in mischia, cosa che va veramente immaginata!) e quelle dei messinesi, ammette : “Sì, è mano.” .Eccolo, il vero Daniele De Rossi, ecco la qualità che il nostro calcio ha perso: l’onestà. Il gesto va enfatizzato, signori, va declamato al mondo intero, va insegnato ai bambini. Questo è l’esempio che qualcuno la fiamma del bel calcio, che va ben oltre i trofei e gli scudetti, ce l’ha ancora nel cuore. Ed è importante che questo segnale sia arrivato dal giovane che rappresenta i pregi e i difetti del vivaio italiano: De Rossi è infatti falloso,aggressivo e spesso si lascia andare a colpi che andrebbero puniti. Purtroppo perché in tutti i vivai italiani si insegna a prendere prima la gamba e poi il pallone (e andrebbe tolta questa brutta abitudine in tutta Italia perché lo fanno proprio tutti fin da bambini). Ma Daniele ha dimostrato che almeno nel nostro vivaio si conta ancora sull’onesta e sulla signorilità e la Roma non vincerà con disonestà come qualche grande squadra o grande campione ha fatto.E come se ci fosse un dio del calcio che premia chi ruba e gioca sporco e punisce i gesti di umanità, Daniele De Rossi si infortuna ed esce di scena per 3-4 settimane. Affanculo i trofei, la coppa UEFA, la coppa Italia, la Champions e l’Intertoto, affanculo vincerne 25 o 16 o averne solo 3, affanculo perdere, vincere, pareggiare, lottare, vendere, affanculo il resto. DOPO AVER DATO LEZIONE DI CALCIO GIOCATO ABBIAMO DATO ANCHE UNA GRANDE LEZIONE DI VITA AL CALCIO. OGGI CON LA ROMA VINCE IL CALCIO.

















































